Ani­ma­li stra­ni: cal­zom­bri­co

Que­sto non è un rac­con­to, solo un ani­ma­le inven­ta­to. Maga­ri col tem­po ne arri­ve­ran­no altri fino a fare un vero ani­ma­la­rio stra­no.

Cal­zom­bri­co

Lom­bri­cus soc­cum

La sco­per­ta di que­sta rara spe­cie di mol­lu­sco è un clas­si­co esem­pio di seren­di­pi­tà. Il pro­fes­sor Sch­wa­ch­ko­pf dell’università di Asyl sta­va svol­gen­do uno stu­dio sta­ti­sti­co sul rap­por­to tra le fasi luna­ri e il nume­ro di cal­zi­ni spa­ia­ti quan­do notò un movi­men­to in uno dei cesti del­la bian­che­ria. Dopo aver accu­ra­ta­men­te accop­pia­to set­tan­ta­tre paia di cal­zi­ni si tro­vò con due cal­zi­ni spa­ia­ti, uno di essi però non face­va par­te del cam­pio­ne, non ave­va l’etichetta che lo iden­ti­fi­ca­va come sog­get­to di stu­dio. Inol­tre il cal­zi­no si muo­ve­va. Ini­zial­men­te il pro­fes­so­re attri­buì la cosa alle mas­sic­ce dosi di can­na­bis tera­peu­ti­ca uti­liz­za­te per il suo mal di testa ma dopo una accu­ra­ta dis­se­zio­ne del cal­zi­no poté accer­ta­re che, in effet­ti, si trat­ta­va di una nuo­va spe­cie di lom­bri­co. Nei dati con­clu­si­vi del­lo stu­dio si fa cen­no che alme­no il 4% dei casi di cal­zi­no spa­ia­to sia dovu­to alla pre­sen­za di cal­zom­bri­chi.

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