Germoglio blu

Il mio primo e spero non ultimo ebook, anche se autopubblicato. Qualche dettaglio in più sul mio blog.




Ottantaquattresimo piano

Ottantaquattresimo piano

di Federico Maiorini
descending ascent

descending ascent di gfoster67

Claudio salutò il direttore del personale con malcelata delusione. Il colloquio era andato molto male. L’annuncio era per un amministratore di sistema con anni di esperienza, mentre alla fine si sarebbe trovato a cambiare le cartucce alle stampanti e ad aiutare degli incapaci che usavano il lettore cd come portatazza. Oltretutto con un contratto a progetto di tre mesi. (continua…)

L’ultimo gelato

Non ricordo bene come noi tre arrivammo all’appartamento. Successe un paio di settimane fa. Vagavamo col gommone tra i palazzi semi sommersi, il motore elettrico funzionava alla grande e i pannelli che Ito aveva montato sul tendalino erano sufficienti anche per caricare le batterie di riserva. (continua…)

Dimissioni di un impiegato innocuo

Innocuo…

Davvero mi considerano innocuo. Poveri colleghi. Ex colleghi. Qualcuna mi ha pure chiamato simpatico orsacchiotto, stupida.

Non so se ce la faccio a trattenere le risate pure oggi. Ma ho un lavoro da fare, il mio vero lavoro. Ho passato due mesi a fare finta di lavorare, meno male che oggi dò le dimissioni. (continua…)

Visioni sulla riva del mare Tevere

Il cielo è nero…non è notte, è solo buio
Il viaggio a piedi da Genova è stato lungo, troppo lungo, più di 400 chilometri di paludi, steppa e poi ancora paludi.
Non era così una volta, non ricordo com’era ma so che non era così. Sono sicuro. Quasi.
(continua…)

La notte della giraffa

Me ne stavo tranquillo in balcone a fumare la pipa nel freddo notturno. Lo sguardo vagava sui palazzi lontani, le strade illuminate e le poche auto che sfrecciavano. Poi un breve, veloce “E se…?” ha attraversato il paesaggio cambiandolo.
Questa è la prima storia, spero che vi piaccia.

(continua…)

Un inizio

Si tratta di storie.
Ho inventato storie per tutta la vita. Dalle semplici bugie alle barzellette (la maggior parte non facevano ridere), aneddoti, biografie, menzogne così complicate da autosostenersi.

Le storie che leggevo sui libri, che vedevo al cinema, sui fumetti le reinventavo continuamente. Nel mio cervello c’era un grosso perenne “E se…?” e non bastavano libri, film, giornaletti o videogiochi. La scoperta dei giochi di ruolo a dodici anni mi fece anche realizzare che con gli “E se…?” ci si possono costruire interi mondi. Mi fece capire come le storie più inverosimili possano avere la loro realtà.

Quello che però mi è sempre mancata da un certo punto della vita in poi (grazie orrenda e avvilente professoressa di italiano delle medie di cui non ricordo il nome) è la costanza. Mai la voglia di inventare storie. Di solito la sferza di un commento negativo o la richiesta di sapere come va a finire sono uno stimolo più che sufficiente a superare le prime dune di torpore. Ho pensato che un buon modo per tirare fuori le storie sia di raccontarle, allargando un po’ i confini degli amici che già le conoscono.

Storie di Ghainar servirà a questo, a raccogliere e incrementare le storie e spero a raccogliere abbastanza opinioni da convincermi a raccontarle tutte.

Qui raccoglierò un po’ di storie già finite e alcune in corso. Per quelle in corso aggiungerò, ci proverò, un nuovo capitolo ogni settimana e magari anche alcune di quelle troveranno un epilogo.