Vorrei dirtelo

Vorrei dirtelo

di Federico Maiorini

Vorrei dirtelo che mi hai ammazzata, che l’ultimo pugno mi ha rotto qualcosa dentro, non il cuore quello è a pezzi da un po’, come la mia vita, l’hai distrutta, smontata, svuotata e poi usata per cacarci dentro pure oggi, per l’ultima volta perché questa volta mi hai ammazzata e te lo vorrei dire, non l’ho mai voluto prima, forse perché anche se ogni pugno, calcio o schiaffo era una morte non era mai definitiva, adesso invece vorrei proprio dirti che mi hai ammazzata, un livido alla volta mi hai strappato via la vita come facevi con i vestiti, mi piaceva quando lo facevi, all’inizio, e pensavo o cazzo gli devo piacere proprio tanto e pensavo chissene frega dei vestiti se mi ama, non lo so se mi hai mai amata, ho smesso di chiedertelo al terzo occhio nero, al secondo braccio rotto ho smesso pure di chiedermelo io, chissà poi cosa avresti risposto oltre ai soliti grugniti, maiale mascherato da persona, ti sei preso tutto di me e di te mi hai dato solo nocche, palmi, talloni e qualche volta pure quel ridicolo cazzetto che pare un tappo di sughero, pure con quello riuscivi a farmi male e nemmeno quello ti ho detto, non mi importava, non mi importa, ho altro in mente, vorrei dirti che questa volta mi hai ammazzata, lo capisco dal sangue che mi esce dalla bocca e si allarga sulla moquette, dalle bolle umide che sento in gola ad ogni respiro, poi la bocca non mi si apre riconosco il dolore della mascella rotta, mia moglie è scivolata, caduta dalle scale, dalla moto, dall’altalena, cadevo sempre povera moglie maldestra, come ora sdraiata con le guance peste degli ultimi dieci anni, bastavano a far crescere un figlio dieci anni, a pagare il mutuo invece sono volati via nel mio silenzio, volevo stare zitta quasi che parlare potesse far diventare più reali le botte, lo sono diventate pure senza parlare, però adesso, se solo avessi ancora un respiro, te lo vorrei dire che mi hai ammazzata, forse mi sbaglio è quello che penso quando mi sollevi, quando mi prendi in braccio e mi guardi, forse è rimorso o amore quello che gocciola dai tuoi occhi, spero e spero e spero mentre mi porti per le scale fino al garage, poi smetto nel bagagliaio del tuo suv, avrei dovuto capirlo, me lo dicevano i miei amici che il suv serviva a compensare, scherzavano invece era vero, l’importante è come lo si usa dicevo, male pensavo, mi hai nascosta con la coperta del cane, sento ancora il suo odore, è scappato hai detto l’unica volta che lo hai portato a spasso, mi ha strappato il guinzaglio dalla mano ed è corso via hai detto, ti ho creduto allora ma adesso il guinzaglio ce l’ho sotto il viso, mi taglia la guancia, ormai è solo una delle cose che mi hai tolto, ora l’unica cosa che vorrei dirti è che mi hai ammazzata e non so neanche perché, non te ne fregherebbe niente, anzi c’è un’altra cosa che vorrei, vorrei non vederti lassù con la pala in mano, vorrei che fossi nella buca con me sdraiati insieme, vorrei dirtelo che mi hai ammazzata ma ho già la bocca piena di terra.

Articoli recenti

Federico Maiorini Written by:

Be First to Comment

Lascia un commento