Categoria: Racconti

aprile 6, 2012

Qualcosa che gratta

di Federico Maiorini

Qualcosa che grattaQuel tintinnio metallico lo conosceva bene. La stupida coppetta era caduta di nuovo.
Forse l’umidità, forse il vento che sentiva incanalarsi nelle pareti cave. Il risultato era che il mozzicone di tubo che sporgeva vicino al lavabo era sempre scoperto. Nonostante questa volta ci avesse messo anche il silicone.
Andò in bagno, la coppetta se ne stava penzolante da dei filamenti di silicone che la tenevano come liane di muco. Quel tubo rugginoso gli faceva schifo e se l’idraulico non fosse stato un totale idiota incompetente l’avrebbe tagliato, invece ci aveva solo avvitato sopra quella stupida coppetta d’acciaio.

ottobre 19, 2011

Avevo sempre trovato un po’ strano sentire tutte le mattine la credenza della nonna pregare. Ma avevo sempre attribuito la cosa ai miei psicofarmaci, anche la dottoressa era di questo avviso. Almeno fino a quella volta che avevamo dormito insieme. La trovai in ginocchio a sgranare un rosario davanti alla credenza mentre tutte e due macinavano un ave Maria dopo l’altra.

febbraio 22, 2011

Innocuo…

Davvero mi considerano innocuo. Poveri colleghi. Ex colleghi. Qualcuna mi ha pure chiamato simpatico orsacchiotto, stupida.

Non so se ce la faccio a trattenere le risate pure oggi. Ma ho un lavoro da fare, il mio vero lavoro. Ho passato due mesi a fare finta di lavorare, meno male che oggi dò le dimissioni.

febbraio 8, 2011

Il cielo è nero…non è notte, è solo buio
Il viaggio a piedi da Genova è stato lungo, troppo lungo, più di 400 chilometri di paludi, steppa e poi ancora paludi.
Non era così una volta, non ricordo com’era ma so che non era così. Sono sicuro. Quasi.